La stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)

La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) è una rivoluzionaria metodica di trattamento non farmacologico basata sull’applicazione locale di piccoli campi elettromagnetici in grado di agire in maniera persistente sulle aree del cervello il cui funzionamento è alterato da alcune patologie. Il meccanismo di azione terapeutico è basato sul potenziamento della plasticità cerebrale. In questo modo, la TMS è in grado di promuovere la riorganizzazione dei circuiti cerebrali alterati in diverse condizioni patologiche.

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La TMS come terapia

Tramite la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) e la stimolazione elettrica a corrente continua (TDCS) possiamo trattare diverse patologie. In particolare vi sono solide evidenze nella letteratura internazionale che dimostrano che la TMS è efficace nel trattamento della depressione dell’umore, nel trattamento del dolore cronico, nel disturbo ossessivo-compulsivo, nel recupero post-ictus cerebrale, nei disturbi della memoria e nella malattia di Alzheimer, nella malattia di Parkinson, nei disturbi del linguaggio (afasia) e nei disturbi dell’equilibrio (atassia).

Le patologie che si possono trattare

Siamo specializzati nel trattamento della malattia di Alzheimer, dei disturbi della memoria, dei deficit di linguaggio, dell’ansia e della depressione. Inoltre il nostro expertise riguarda i disturbi motori in pazienti con varie patologie neurologiche tra cui la malattia di Parkinson e la sclerosi multipla.

Domande frequenti

In media i nostri pazienti hanno bisogno di circa 20 sessioni di trattamento con la TMS. A seconda della patologia, per ottenere migliori risultati le sessioni di trattamento dovrebbero essere tenute da 3 a 5 volte a settimana.

Non ci sono effetti collaterali rilevanti. Alcuni pazienti soffrono di una lieve cefalea transitoria che spesso è facilmente curabile con un leggero antidolorifico. Durante la scarica della bobina si sente un ‘click’ e il volume dipende dalla forza della stimolazione. Questo può avere un effetto temporaneo sull’udito, per cui alcuni pazienti scelgono di indossare tappi per le orecchie.

Ampie prove garantiscono la sicurezza della TMS come metodo di trattamento. Il nostro centro segue le linee guida internazionali per la safety (Rossi et al.,Clinical Neurophysiology 2020). Le persone con una storia di epilessia hanno un modesto aumento del rischio di avere un attacco epilettico durante la TMS e pertanto la TMS può essere sconsigliata.  Un test con EEG è un mezzo per valutare questo rischio.

No. Le persone sottoposte a TMS descrivono gli stimoli magnetici come un leggero fastidio, non doloroso. Dopo alcune sessioni i pazienti spesso si abituano a questa sensazione.

Gli effetti della TMS variano a seconda della durata del trattamento. Pertanto in alcuni casi si valuta la possibilità di eseguire dopo un ciclo intensivo di 20 sedute un trattamento di follow-up per mantenere gli effetti o per prevenire le ricadute.

La ricerca ha dimostrato che la TMS è efficace nel trattamento della depressione unipolare quanto la terapia con elettroshock. Tuttavia, a differenza della terapia di elettroshock, i clienti non necessitano di ricovero ospedaliero e gli effetti collaterali non sono così gravi. Nell’elettroshock le correnti elettriche sono distribuite in tutto il cervello e c’è un elevato rischio di perdita di memoria, la TMS, invece, si concentra in una specifica area del cervello in maniera non invasiva.

L’ansia è una malattia che è comune nelle persone con depressione ed è spesso trattata con la psicoterapia. La TMS in combinazione con la psicoterapia può essere un trattamento consigliato per aiutare i pazienti con disturbi d’ansia.

A differenza di alcuni farmaci, la TMS non influisce sulla capacità di guidare. L’esperienza di un trattamento intensivo, tuttavia, può essere faticosa. Se non ti sentissi a tuo agio a guidare dopo questa esperienza, ti consigliamo di chiedere a un amico di accompagnarti a casa dopo una sessione di trattamento.

Non è necessario eliminare completamente i farmaci prima dell’inizio del trattamento e i farmaci possono ancora essere assunti per tutto il periodo di trattamento. Eventuali modifiche ai farmaci devono essere effettuate in consultazione con il neurologo o lo psichiatra che li hanno prescritti.

L’ammissibilità al rimborso dipende dalla vostra assicurazione sanitaria. Dovrà contattare la sua assicurazione per saperne di più.